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Scambio sul posto

Lo scambio sul posto è un meccanismo di valorizzazione dell’energia elettrica, che consente al soggetto responsabile di un impianto di immettere in rete l’energia prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente rispetto a quello della produzione. 
Tale pratica è disciplinata dalla deliberazione 74 del 3 giugno 2008 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas  (vedi allegato).
Il GSE eroga un contributo, che consiste in un rimborso di parte degli oneri sostenuti dall’utente per  prelevare energia elettrica dalla rete. Si tratta di una compensazione, come si legge sul sito di GSE, “tra il valore economico associabile all’energia elettrica e immesso in rete e il valore economico associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione”. Compensazione calcolata dal GSE partendo dalle caratteristiche del singolo impianto e delle condizioni contrattuali di ciascun utente con la propria impresa di vendita.
Possono fare richiesta i titolari di impianti:

  • Alimentati da fonti rinnovabili, con potenza fino a  20 kW.
  • Alimentati da fonti rinnovabili, con potenza fino a 200  kW (entrati in esercizio dopo il 31 ottobre 2007).
  • Di cogenerazione ad alto rendimento di potenza fino a 200 kW.

Quanto alle imprese, trattandosi di impianti con potenza massima di 200 kW, il meccanismo di scambio sul posto risulta adatto soprattutto alle piccole e medie aziende.
Per fare domanda per usufruire dei benefici economici dello scambio sul posto, è necessario presentare, entro due mesi dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, una richiesta, dopo aver effettuato la registrazione e l’accesso alla sezione dedicata del sito GSE.